Price-cap contro il “caro bollette”: era necessario?

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Il “price-cap” per gas e luce introdotto febbraio 2023

A causa della crisi energetica, negli ultimi mesi abbiamo spesso sentito parlare degli ingestibili aumenti sul prezzo di gas e luce.

La soluzione trovata dalla Commissione Europea, su proposta italiana, si chiama price-cap. Tuttavia, è davvero da considerare “una soluzione”?

Il price-cap, che è ufficialmente operativo da metà febbraio, è una tecnica di controllo delle tariffe adottata nell’ottica di abbattere il costo del gas metano scambiato tra gli operatori.

Con il price-cap in vigore, non è più possibile vendere energia elettrica e gas metano sopra il tetto massimo fissato a 180€/MWh (attenzione: il tetto massimo di prezzo al gas è fissato per le società di trading e non per i clienti finali).

Andiamo a scoprire come funziona.

Secondo l’accordo, il price-cap si attiva qualora il prezzo del gas superi per tre giorni (e per una durata massima di venti giorni) consecutivi i 180 €/MWh.

Sembrerebbe vantaggioso, se non fosse che al momento i prezzi si aggirino sui 115 €/MWh, e che le ipotesi sul secondo semestre del 2023 sono all’incirca intorno ai 133 €/MWh, con una previsione per il 2024 di 160€/MWh (alla data del 5/5/23) e se inoltre non si considerasse che la garanzia di avere un tetto al prezzo del gas comporta una serie di misure di compensazione che devono essere pagate dai contribuenti. 

Insomma, siamo sicuri quindi che questa manovra abbia portato un vantaggio economico al sistema delle forniture nazionale?

I prezzi del gas metano sono calati ed il motivo è riconducibile alla temperatura mite di questo inverno, che ha causato una riduzione della domanda facendo si che gli impianti di stoccaggio rimanessero pieni. L’offerta ha risposto più che sufficientemente alla domanda, per questo i costi si sono ridotti.

Ciò che invece potrebbe portare ad un nuovo aumento dei prezzi è la ripresa della Cina nell’acquisto di Gnl (oggi ancora molto al di sotto dei livelli del 2021, quando aveva contribuito in modo decisivo a far volare i prezzi).

Ma gli esperti avevano previsto questa situazione già da tempo, precisamente da marzo 2021. Approvare quindi il price-cap con così tanti mesi di ritardo, è stata davvero una buona idea?

Questa operazione è stata approvata in un momento di forte inflazione, per cui, essendo il tetto stabilito troppo alto e di difficile applicazione, invece di calmierare gli alti costi del gas metano come previsto, non farà altro che aumentare i costi della bolletta, innescando un altro meccanismo inflativo.

Quindi, tornando alla domanda grazie alla quale si è aperta questa riflessione: era necessario il price-cap?

La risposta ora è evidente.

Ma ciò non sarebbe successo se il governo avesse preso per tempo una decisione suggerita da un sistema di analisti esperti indipendenti, piuttosto che dai grandi operatori.

Un suggerimento sarebbe quello di analizzare più attentamente la situazione dal punto di vista strategico, agendo per tempo e basandosi sulle previsioni, in modo da evitare di prendere future decisioni repentine.

E tu, che opinione hai a riguardo?