Un nuovo servizio SAGME per i clienti energivori: il fixing dell’energia

Ai nostri clienti industriali con consumi energetici elevati, proponiamo oggi – a integrazione del Mandato di Rendita Energetica – anche servizi avanzati che richiedono elevata professionalità e capacità previsionale, come i cosiddetti fixing e defixing dei prezzi di energia elettrica o gas.

Il fixing e il defixing sono due operazioni che consentono a un’azienda energivora (ad es. un’industria manifatturiera o alimentare) di fissare o modificare il prezzo dell’energia elettrica o del gas naturale che riceve dalla compagnia fornitrice.

La scelta di un prezzo variabile con possibilità di fixing è, in particolare, di interesse per le aziende che vogliono cogliere le opportunità date dalla volatilità dei prezzi o “proteggersi”, in qualche modo, dalle variazioni dei prezzi di mercato.

In pratica, si tratta di cercare di comprare l’energia dal proprio fornitore quando i prezzi sono più bassi, risparmiando e abbassando allo stesso tempo i rischi di un contratto a prezzo variabile, in cui l’imprevisto di ricevere una fattura troppo alta è sempre dietro l’angolo.

Per poter fare le operazioni di fixing e defixing, noi di SAGME abbiamo definito un rapporto con una delle principali società a livello europeo specializzate nell’analisi e previsione degli andamenti dei prezzi del mercato energetico.

Pertanto, per conto del cliente, riceviamo ogni giorno dei report riservati a utenti professionali dove vengono riportati i prezzi dell’energia elettrica e del gas previsti nei periodi successivi, fino ai due anni successivi a ogni giorno in cui è stata fatta l’analisi.

Siamo quindi in grado di selezionare – o, come si dice in gergo, “fissare” – per il cliente finale il prezzo dell’elettricità o del gas, se conveniente per un certo periodo: un mese, tre mesi, sei mesi o un anno nel periodo successivo.

Ovviamente, il prezzo lo fissiamo se risulta conveniente per il cliente finale rispetto al prezzo “normale”. Infatti, il cliente naturalmente ha già un suo contratto di fornitura sottostante con un buon fornitore che ha offerte con tariffe riservate per SAGME.

Ora, nel periodo precedente la nostra implementazione del servizio – in pratica nel mese di  Marzo – c’erano delle quotazioni che portavano i nostri clienti a pagare per il gas metano un prezzo di 25-26 centesimi di euro al metro cubo (pari a 23,6 – 24,6 €/MWh).

Ma i rapporti che ricevevamo a Marzo indicavano un prezzo del gas alquanto più alto nei nuovi contratti al Punto di Scambio Virtuale (PSV) relativi al mese di Maggio (v. figura, nella quale il prezzo è espresso in €/MWh). Il PSV, giova ricordarlo, è un hub virtuale per lo scambio di gas in Italia: in pratica, è un mercato virtuale gestito da Snam Rete Gas, la principale società di trasporto e dispacciamento del gas naturale nel nostro Paese.

Grafico realizzato da SAGME delle stime giornaliere, fornite dalla nostra fonte giorno dopo giorno nel mese di Marzo con i propri rapporti giornalieri, del prezzo spot a 2 mesi – quindi relativo al mese di Maggio – del gas naturale al Punto di Scambio Virtuale (PSV).

Cogliendo questa opportunità, i nostri clienti hanno avuto per il mese di Maggio il fixing sul prezzo di 25 centesimi a metro cubo e così, grazie al nostro aiuto, hanno sostituito quel volume definito a quel prezzo allo stesso volume sul contratto indicizzato che gli avevamo sottoscritto in origine.

Ora, se oggi – ovvero a posteriori – noi guardiamo l’andamento dei prezzi, vediamo che sul periodo di tempo per il quale abbiamo “fissato” il prezzo mensile a 25 centesimi, ovvero per il mese di maggio, il prezzo mensile effettivo del gas è stato di 38 centesimi a metro cubo.

Quindi, poiché 38 meno 25 fa 13, possiamo dire che i nostri clienti hanno guadagnato – dato che il risparmio è una forma indiretta di guadagno – 13 centesimi di euro al metro cubo.

Non solo. Abbiamo detto che il prezzo della materia prima è di 38 centesimi a metro cubo, ma normalmente il contratto di fornitura ha uno spread – in pratica un “ricarico” – rispetto a questo valore: magari di 4, 5, 6 centesimi, portando quindi il prezzo futuro del gas a 44 centesimi di euro.

Di conseguenza, il nostro cliente su quella quantità di gas che abbiamo selezionato per il “fixing” non ha dovuto pagare 44 centesimi bensì 25, come detto in precedenza: ciò vuol dire un risparmio unitario di circa (44 – 25 =) 19 centesimi, ovvero di oltre il 50% sul costo totale (44 centesimi) che altrimenti il cliente avrebbe pagato per la materia prima.

In questo caso si trattava di gas metano, ma la stessa cosa viene fatta, naturalmente, anche sull’energia elettrica. Questa è la positività di certe operazioni, che non devono essere fatte per forza, tuttavia rappresentano delle opportunità importanti di ulteriore risparmio per i nostri clienti industriali più energivori.

Ing. Mirko Sitta