Negli ultimi giorni dell’anno, il mercato dell’energia manda segnali contrastanti.
Da un lato l’elettricità torna a salire, dall’altro il gas naturale rimane su livelli bassi, nonostante il periodo invernale. Vediamo cosa sta succedendo, con parole semplici.
Prezzo dell’energia elettrica: domanda in aumento, prezzi in risalita
Nell’ultima settimana analizzata, il PUN (Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica) è salito fino a una media di 116,90 €/MWh, con un aumento di circa +3,9% rispetto alla settimana precedente.
Il motivo principale è l’aumento della domanda di elettricità (+4,4%), tipico del periodo invernale. Anche se le temperature sono state piuttosto miti, i consumi sono cresciuti rispetto alla settimana di confronto, che includeva una giornata festiva (l’8 dicembre).
Rinnovabili in crescita, ma il gas resta centrale
Una buona notizia arriva dalle fonti rinnovabili:
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la produzione eolica è quasi raddoppiata,
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nel complesso le rinnovabili hanno aumentato il loro contributo.
Nonostante questo, oltre il 67% dell’energia venduta è stata comunque prodotta da centrali a gas naturale, che restano il pilastro del sistema elettrico italiano

Gas naturale: prezzi bassi come prima della guerra
Il dato più interessante riguarda il gas naturale.
Il prezzo PSV sul mercato italiano si è attestato intorno a 30,68 €/MWh, con un leggero aumento settimanale (+1,1%), ma con una riduzione complessiva di quasi il 40% da inizio anno.
In pratica:
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il gas costa oggi quanto nella primavera 2024,
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ed è vicino ai livelli precedenti alla guerra in Ucraina.
Questo accade nonostante la Russia fornisca ormai solo circa il 10% del gas europeo, sostituito in gran parte dal GNL americano. L’Unione Europea ha confermato che il gas russo verrà eliminato del tutto entro il 2027, senza che questo abbia provocato forti scossoni sui prezzi.
Guardando al 2026: energia in lieve aumento, gas in calo
I contratti futures (cioè i prezzi per il futuro) mostrano uno scenario interessante:
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l’energia elettrica per il 2026 è leggermente in aumento,
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il gas naturale invece continua a scendere,
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crescono i costi della CO₂, legati al rafforzamento del sistema europeo ETS.
In particolare, il prezzo medio del gas per il 2026 è sceso sotto i 29 €/MWh, mentre l’energia elettrica resta intorno ai 100–102 €/MWh
Petrolio in forte calo: prezzi ai minimi dal 2020
Anche il petrolio manda segnali chiari:
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il Brent europeo è sceso sotto i 60 dollari al barile,
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il WTI americano è arrivato intorno ai 55 dollari.
Parliamo di prezzi ai minimi dal periodo Covid, nonostante tensioni geopolitiche ancora presenti. Il motivo principale è un eccesso di offerta globale, che sta spingendo i prezzi verso il basso

