Energia e gas in impennata dopo l’escalation in Iran: cosa sta succedendo ai prezzi

La settimana appena trascorsa ha segnato una vera svolta sui mercati: l’energia elettrica in Italia registra un’impennata estrema legata all’inizio del conflitto in Iran. Il PUN Index GME chiude con una media settimanale di 141,28 €/MWh, circa 35 € in più rispetto all’ultima settimana di febbraio (+32,4%).

Il picco più rilevante arriva mercoledì 4 marzo, con una media giornaliera di 165,74 €/MWh e un massimo di quasi 280 €/MWh, livelli che non si vedevano da gennaio 2025.

Gas: aumento ancora più forte, con punte oltre 60 €/MWh

L’aumento percentuale del gas è persino superiore: il mercato MGP organizzato dal GME registra una media settimanale di 47,38 €/MWh, in crescita di oltre il 46%, con punte massime oltre 60 €/MWh.

E il segnale non finisce qui: la settimana successiva risulta partita su valori ancora più alti, anche dopo la notizia che il Qatar ha fermato le forniture di GNL.

Effetto Europa: Francia più “protetta”, Germania oltre 110 €/MWh

L’ondata rialzista coinvolge anche le altre piazze europee. La Francia risulta più “calmierata” perché risente meno dell’esplosione delle quotazioni del gas naturale, mentre la Germania sale oltre 110 €/MWh.

Sul fronte gas europeo, il TTF tocca i massimi da inizio 2025 e l’avvio della nuova settimana segna ulteriori rialzi, fino ai massimi dal 2023, spinto dalle preoccupazioni per l’escalation nel Golfo.

Futures: “fiammata” sui prossimi mesi e rischio riempimento stoccaggi

Anche i futures seguono la stessa dinamica: la fiammata è particolarmente evidente sul gas, con i prossimi mesi che arrivano a superare i 50 €/MWh, aprendo incertezze sulla capacità di ripristinare gli stoccaggi in una fase già critica a livello europeo.

Un elemento centrale è la catena logistica del GNL: da almeno una settimana il Qatar avrebbe sospeso l’esportazione di GNL, perché non ha alternative al passaggio dallo Stretto di Hormuz; inoltre vengono citati aumenti del 50% dei premi assicurativi sui viaggi marittimi per rischio guerra, fattori che scoraggiano la navigazione.

C’è anche un dato che interessa direttamente l’Italia: nel 2025 quasi il 25% del GNL importato nel nostro Paese sarebbe arrivato proprio dal Qatar.

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Calendar e margini: gas su, margini giù

Con l’aumento dei sottostanti, il Calendar-26 torna a sfiorare i 100 €/MWh, trainato dal gas che supera 37 €/MWh. In uno scenario in cui il gas cresce più dell’energia, si affossa il margine di generazione termoelettrica a gas al netto dei costi di emissione (Clean Spark Spread), con il rischio di ulteriori pressioni sul power se il gas non ritraccia

La fotografia degli indicatori principali (variazione rispetto al mese precedente) riporta: Prezzo Energia 98,6 (+8,89%), Prezzo Gas 37,3 (+29,07%), CO₂ 72,8 (-4,21%), Clean Spark Spread 2,79 (-38,95%).

Cosa significa per privati e imprese:

Quando energia e gas entrano in una fase di shock, la domanda giusta non è “quanto costa oggi”, ma: quanto sei esposto a questi movimenti?

  • Se hai contratti indicizzati e poco margine, la volatilità si trasferisce più velocemente sui costi.

  • Se hai strutture contrattuali non allineate ai consumi reali, rischi di pagare “sovrapprezzi invisibili” anche quando il mercato torna a respirare.

In questi momenti, la scelta più intelligente è passare da “bolletta subita” a gestione attiva: lettura corretta dei numeri, verifica del contratto, protezione del profilo di consumo.

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