La fase rialzista dell’energia in Italia prosegue: il PUN Index GME cresce di 6,26 €/MWh e raggiunge una media settimanale di 147,54 €/MWh (+4,4%). Il motore principale resta il gas naturale: sul mercato a pronti organizzato dal GME il prezzo sale dell’8,6% e si porta a 51,47 €/MWh, con massimi anche oltre 63 €/MWh.
Perché l’Italia è più esposta: il gas “fa il prezzo” nella maggior parte delle ore
Il rialzo colpisce in modo particolare i Paesi, come l’Italia, che restano fortemente legati al gas: nei primi giorni di marzo, il costo dell’elettricità generata dal gas ha registrato un incremento superiore al 50%, evidenziando l’esposizione di un sistema in cui in quasi il 90% delle ore il prezzo dell’energia risente del gas.
Al contrario, mercati più “schermati” dalle rinnovabili o dal nucleare riescono a contenere meglio i prezzi: viene riportata una differenza netta con la Spagna, dove le rinnovabili riescono a fare il prezzo in quasi l’80% delle ore, e con la Francia, dove il nucleare riduce la dipendenza dai combustibili fossili.
Futures: volatilità estrema e stoccaggi sempre più difficili da riempire
Sul fronte futures, la volatilità resta elevatissima e fortemente condizionata dalla situazione geopolitica, con oscillazioni rapide al susseguirsi di nuove informazioni, citando anche l’attacco all’hub di Kharg (cruciale per l’export di petrolio iraniano). Nella lettura riportata, le delivery più vicine mostrano qualche alleggerimento per effetto di rilascio di riserve petrolifere e di un parziale cambio di scenario sulle sanzioni, mentre le delivery più lontane continuano ad aumentare, anche in attesa di aggiornamenti sul sistema ETS EU.
Un dato sintetizza il salto: i futures risultano quasi raddoppiati rispetto a fine febbraio, quando il gas sul TTF quotava poco più di 30 €/MWh contro valori intorno ai 50. In questo quadro, viene indicato come “pressoché impossibile” pensare al riempimento degli stoccaggi se i prezzi estivi quotano più del prossimo inverno; la Commissione Europea, secondo quanto riportato, ritiene che non ci sia rischio per la sicurezza degli approvvigionamenti e apre alla possibilità di deroghe sugli obiettivi di riempimento, valutando l’evoluzione nel caso di una chiusura prolungata di Hormuz.

Italia più cara: spread con Germania e Francia in aumento
Torna a crescere anche il differenziale con altri Paesi: la Germania scambia a circa 9 €/MWh meno dell’Italia, mentre la Francia per il prossimo anno viene indicata con un prezzo oltre 44 €/MWh inferiore alle quotazioni italiane.
Coerentemente, gli indicatori mensili riportati mostrano:
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Prezzo Energia: 100,5 (▲ +10,99%)
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Prezzo Gas: 38,45 (▲ +33,04%)
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Prezzo CO₂: 71,55 (▼ -5,86%)
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Clean Spark Spread: 2,06 (▼ -54,92%)
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Spread mercato Francese: 44,45 (▲ +19,81%)
Cosa significa per privati e imprese:
Quando il gas torna a “guidare” il mercato, la variabile decisiva non è solo quanto scende o sale il PUN: è quanto il tuo contratto è esposto alla volatilità (indicizzazione, condizioni economiche, profilo di consumo, gestione delle scadenze). In fasi come questa, la differenza la fa passare da “bolletta subita” a gestione attiva: capire cosa stai pagando, cosa è ottimizzabile e cosa va protetto.
Se vuoi, SAGME può aiutarti con una verifica chiara della tua fornitura (lettura bolletta + contratto + opportunità), per capire dove stai pagando più del necessario e quali scelte hanno senso oggi.

